Calosso

Calosso

 

Calosso è un territorio da gustare. 399 metri sul livello del mare, con un’estensione di 15 chilometri quadrati, ad una ventina di chilometri a sud della città di Asti, il territorio di Calosso si presenta al visitatore con la sua caratteristica più importante: una fitta cesellatura di vigneti, che creano straordinarie geometrie colorate delle tinte incantevoli conferite dal susseguirsi delle stagioni, inscenando così un panorama spettacolare di Langhe e Monferrato che rimarrà senz’altro impresso nell’occhio di chi osserva.

Calosso è da sempre una terra di grandi vini, terra di cui il Moscato d’Asti è la risorsa principale; ma sulle colline di Calosso non troviamo soltanto il moscato, bensì la presenza di altri vitigni pregiati e anche rari: Barbera, Dolcetto, Nebbiolo, Chardonnay, Freisa ed il raro e prezioso Gamba di Pernice completano la vasta scelta di vini nobili e assai apprezzati dagli intenditori di tutto il mondo. La vocazione prettamente vinicola di questo territorio e della sua gente è testimoniata dalla presenza di più di 380 aziende vitivinicole che conducono circa 1000 ettari vitati sui 1238 ettari complessivi del territorio calossese. La naturale ospitalità degli abitanti, e la bellezza del territorio, hanno altresì favorito la nascita di numerosi agriturismi che propongono soggiorni piacevoli e di grande fascino a prezzi veramente competitivi.

Calosso è immerso in un ambiente naturalistico e paesaggistico incantevole a sottolineare quanto un insediamento umano possa integrarsi con il paesaggio che lo circonda. Il paese vanta un caratteristico borgo medievale, il centro storico, disseminato di ricchezze di valore architettonico e dominato dal castello e la chiesa di San Martino.

Di datazione antecedente l’anno Mille, il castello deve la sua imponenza alla massiccia torre cilindrica ornata da archetti pensili e merli guelfi; il suo interno è caratterizzato da antichi saloni cui si accede attraverso il portale barocco del ‘600, mentre ai livelli inferiori si articolano i sotterranei; dal parco, infine, il visitatore gode di un’incantevole veduta a 360° delle colline circostanti, che ben si presta ad appagare l’obiettivo delle più esigenti macchine fotografiche.

Affianca il castello la Chiesa di San Martino, magnifica cattedrale che risale, presumibilmente, al XII secolo, ulteriormente impreziosita da uno straodinario ed artistico coro ligneo, e da una maestosa navata centrale, cui si accede tramite il portale, pregevole opera di intaglio barocco.

Il centro storico svela poi un suggestivo itinerario che si snoda nel sottosuolo, opera funzionale delle mani ingegnose della gente del passato: sono i crotin, antiche cantine scavate nel tufo, uniche nel loro genere, che fanno da sfondo alle degustazioni di piatti e vini tipici che caratterizzano l’ormai conosciutissima Fiera del Rapulè, appuntamento irrinunciabile del terzo week end di ottobre.

Benchè ogni momento sia adatto per visitare Calosso, è doveroso annotare alcune date in cui hanno luogo le ricorrenze più tradizionali: e allora si parte con la festa d’estate e la ‘Cammina cammina’, caratteristica passeggiata enogastronomica tra i sentieri ‘verdi’ che collegano le varie aziende vitivinicole; l’autunno calossese è scandito dalla tradizione già menzionata della Fiera del Rapulè, a ottobre; mentre novembre, mese in cui Calosso celebra la festa patronale di S. Alessandro Sauli, offre per due week end consecutivi la possibilità di gustare uno dei piatti più tipicamente piemontesi: la ‘Bagna Caoda del Beato‘ preparata e servita dalla Pro Loco di Calosso, secondo la maniera dettata dalla più antica tradizione culinaria piemontese.

(http://www.comune.calosso.at.it/)