Montegrosso d’Asti

Montegrosso d’Asti

 

 

Montegrosso d’Asti (Mongròss in piemontese) è un comune italiano di 2 320 abitanti[1] della provincia di Asti in Piemonte. L’intera zona fa parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Cinque milioni di anni fa, l’astigiano si presentava come un mare profondo non più di 200 metri. Il territorio dove sarebbe sorta Montegrosso si trovava al centro di un bacino marino. In seguito l’accumulo di sedimenti, per lo più trasportati in mare dai corsi d’acqua, provocò l’innalzamento del fondale marino e il formarsi di depositi di sabbia che andarono a costituire gli strati superiori di numerosi rilievi collinari. Due/tre milioni di anni fa il territorio si presentava come una vasta pianura coperta, costellata di laghetti e paludi. I fossili testimoniano quale fauna avesse in essa il suo habitat: rinoceronti, mastodonti, elefanti, iene e ghepardi. Un milione e ottocentomila anni fa ebbe inizio la cosiddetta era glaciale. I fossili di questo periodo presentano un ambiente biotico modificato a causa del clima più rigido: abbondano le conifere e compare il mammuth.

I più recenti studi attestano la presenza di insediamenti umani nell’astigiano, già 200.000 anni fa. Il territorio per tutto il Paleolitico e il Neolitico non fu particolarmente favorevole all’insediamento umano. L’Astigiano è infatti una delle zone più aride del Piemonte. I terreni disponibili erano scarsi, essendo gran parte del suolo coperto di fitti boschi, inoltre, questo territorio insidioso per il rischio di smottamenti. Quest’area non era appetibile, perché le colline costituite di sabbia e argilla non offrivano pietre adatte alla costruzione di utensili e di abitazioni. Il Tanaro tuttavia provvedeva a fornire questo tipo di materiale l’argilla, materia prima fondamentale all’epoca, per la fabbricazione di recipienti e per intonacare le costruzioni.

Dal punto di vista etnico, l’Astigiano fu nella prima Età del Ferro un territorio di confine tra l’area Insubre e quella Ligure per poi diventare intorno al 400 a.C., territorio Celtico. I Romani raggiunsero il Piemonte nel II secolo a.C. Giulio Cesare, durante la battaglia Gallica nell’anno 28 a.C., fondò la città Romana di Julia Augusta Taurinus, l’odierna Torino. La parte rimanente del Piemonte, costituita soprattutto da zone montuose, venne conquistata da Ottaviano Augusto. Il Piemonte venne diviso tra la Gallia Cisalpina e le province romane delle Alpes Cottiae, Alpes Marittimae ed Alpes Poenniae. I Romani, come nella gran parte del Nord Italia, fondarono le maggiori città piemontesi vicino o su preesistenti insediamenti di origine Celto-Ligure è il caso di Asti.

Altri insediamenti non erano di gran rilievo: alcuni borghi venivano creati inizialmente come campi militari trincerati (da qui la pianta quadrangolare che caratterizza il centro di questa città), e solo successivamente incominciavano ad ospitare civili, solitamente in numero limitato. Nel 312, l’esercito di Costantino l si scontrò vittoriosamente contro le truppe di Massenzio nell’area compresa tra Alpignano e Rivoli. L’evento viene generalmente ricordato come battaglia di Torino. Nel 476 d.C. cadde l’impero Romano d’occidente.

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